RIORGANIZZAZIONE DELL’ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA di Enac

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 Prendiamo conoscenza di una lettera della Direzione del Personale (prot. 7914 del 19/01/2012) avente come oggetto: Prime indicazioni di carattere generale in merito alla riorganizzazione dell’attività amministrativa – polo unico, nella quale si prefigura una riorganizzazione di tutta l’attività amministrativa.


A prescindere dalla definizione di quelli che appaiono come veri e propri incarichi di responsabilità al personale (“focal point di segreteria centralizzata”) con valenza di coordinamento interdirezionale, tale riorganizzazione prefigura un intricato sistema di scambi delle informazioni che fa presagire una complicazione (più che una semplificazione) dell’attività amministrativa (Protocollo, Presenze, Missioni e Fatturazioni).


A distanza di pochi giorni fa seguito anche una disposizione del Direttore Generale Enac nella quale si dispone, a Venezia, l’abolizione della Cassa della Direzione Aeroportuale e l’ accorpamento a quella della Direzione Operazioni.


Una misura indirizzata ad una sola realtà territoriale in tutto l’Ente o l’inizio di un più generale “accorpamento” atto a “risolvere” la carenza di personale amministrativo? E con quali criteri?


Se da una parte infatti il carico di lavoro del personale amministrativo aumenta per effetto del blocco del turn-over (con particolare crisi di risorse in determinate realtà territoriali) dall’altra questo personale non partecipa ai premi per il raggiungimento degli obiettivi dei dirigenti, che pur contribuisce a raggiungere in maniera determinante. Ne esiste per il personale amministrativo o operativo alcun meccanismo che premi l'aumento di carico di lavoro e di responsabilità connesse con un aumento di retribuzione del 30%, come invece avviene per l'interim dei dirigenti.


Una soluzione semplicistica, quindi, quella adottata. Che proviene da un management che per contro viene ben compensato per ogni incremento di attività.


Chiediamo così se possono esistere due differenti unità dirigenziali con personale in comune? Quale dovrebbe essere la relazione giuridica fra dipendente e dirigente e le responsabilità connesse a tale rapporto promiscuo? Ed in particolare, se sia davvero gestibile in termini di contabilità la gestione promiscua della Cassa su due differenti unità di costo.


Sarebbe questa la politica di risparmio dell'Enac? Ente che, vogliamo ricordarlo, conta in media un dirigente ogni 15 impiegati ed un incarico organizzativo ogni 9. Nel caso in cui si ravvisasse davvero la necessità di operare risparmi attraverso accorpamenti non sarebbe più efficace, studiare la fattibilità di fusione delle numerose posizioni dirigenziali e magri la riduzione delle posizioni di organizzative non strettamente necessarie?


Ma ci chiediamo anche che senso abbia prevedere trasformazioni dell’attività di un settore senza preventivamente studiarne e ri-definirne i flussi procedurali e senza il minimo coinvolgimento del personale che svolge quotidianamente tali attività.


Una riorganizzazione che sappia rendere efficienti le attività attraverso l’adozione di sistemi informatici capaci di integrare e semplificare la gestione amministrativa potrebbe essere una giusta direzione su cui muoversi, cominciando a dipanare, all’interno delle poche prove informatiche su cui Enac si è finora cimentato, i misteri di gestioni (quali Empic), che vedrebbero tempi biblici, contratti lasciati scadere e aumenti smisurati nei costi di contratto. Insomma l'intero sistema sembrerebbe più appartenere al mondo delle leggende metropolitane che a quello degli applicativi utilizzabili in Enac.


Quanto recentemente introdotto in Diapason on-line, in maniera molto semplice, si muove nella direzione della semplificazione, ma tanto c’è ancora da fare. Basti pensare, ad esempio, che il sistema di gestione delle presenze non prevede le turnazioni dell’intero settore operativo delle DA (la maggioranza del personale Enac), costringendo a conteggi manuali integrativi l’amministrazione.


Sempre in tema di semplificazioni, è incomprensibile la disparità tra personale Enac dotato di carta di credito aziendale e personale (sempre Enac) soggetto al meccanismo dell’anticipo di missione. Questa procedura costituisce un peso non indifferente nella gestione delle casse sul territorio, per non parlare poi del controllo di regolarità delle spese operate in contanti.


E in termini di risparmio risulterebbero incomprensibili gli affitti pagati da strutture Enac alle società di gestione aeroportuale, in totale difformità a quanto previsto dalle convenzioni in base alle quali Enac stesso da in concessione alle società private il demanio aeronautico.


Non facciamo liste della spesa, ma siamo altresì convinti che a questi e a molti altri quesiti il management dell’Enac dovrebbe dare risposta, non tanto a questa O.S. ma al suo personale, prima che ad interessarsi di questi stessi quesiti sia giustamente qualche altro soggetto istituzionale.


Chiediamo, per tanto, un incontro a breve con il Direttore Generale per un utile chiarimento su tematiche che non sono solo di organizzazione ma che al contrario coinvolgono il funzionamento stesso dell’Ente.